
Introduzione
Non abbiamo progettato questa lampada per la polimerizzazione UV seduti alla scrivania. L’abbiamo costruita dopo aver trascorso tempo nei reparti di produzione di 3.000 aziende industriali. Qual era l’obiettivo? Creare una lampada in grado di affrontare le sfide legate ai ritmi di produzione intensivi, garantendo risultati costanti, giorno dopo giorno.
Per i laboratori odontoiatrici, ciò significa tre cose: prestazioni costanti, tempi di ciclo rapidi e dimensioni tali da poter essere integrate facilmente nell’attrezzatura esistente, senza la necessità di modifiche significative all’impianto elettrico.
Cos’è al centro della lampada
Al cuore della lampada c’è una sorgente UV ad alta intensità. L’abbiamo scelta perché garantisce un flusso energetico uniforme su tutta l’area di polimerizzazione. La potenza e la tensione sono ottimizzate per funzionare con i sistemi di controllo industriali, così da ottenere una temperatura e una luminosità prevedibili, senza suraccollare il circuito elettrico.
I 300 mm di lunghezza dell’elemento attivo non sono casuali: sono sufficienti per coprire tutte le zone di polimerizzazione presenti nei laboratori odontoiatrici, garantendo così una distribuzione uniforme della luce da un’estremità all’altra.
Struttura e materiali utilizzati
La lampada è avvolta in un involucro di quarzo dotato di un rivestimento speciale. Questo rivestimento permette di controllare la trasmissione dei raggi UV e protegge il filamento dall’usura precoce. Inoltre, la chimica utilizzata per il rivestimento assicura che il quarzo rimanga pulito, poiché restituisce il tungsteno al filamento. Questo meccanismo garantisce prestazioni stabili anche durante lunghi periodi di utilizzo.
C’è poi il connettore R7s: si tratta di una soluzione pratica e semplice. Il connettore tiene fissa la lampada al suo posto, resiste alle alte temperature e consente di sostituire facilmente la lampada stessa.
Come funziona in un laboratorio impegnato
Nei laboratori odontoiatrici, i cicli di polimerizzazione avvengono uno dopo l’altro, e l’attrezzatura viene sottoposta a forte stress. Questa lampada è perfetta per queste condizioni: si riscalda rapidamente, mantiene una luminosità costante e funziona in modo affidabile, ciclo dopo ciclo.
Inoltre, grazie alle sue dimensioni compatte e al connettore standard, la sostituzione della lampada richiede meno tempo di inattività.
I compromessi e come evitarli
Ecco il problema: un flusso energetico ad alta intensità richiede un adeguato sistema di raffreddamento. Pertanto, è importante mantenere sotto controllo il flusso d’aria e la temperatura all’interno della camera di polimerizzazione. Facendo così, la lampada potrà funzionare al meglio, senza deteriorarsi precocemente.
Se il vostro impianto è adatto a questo tipo di lampada, otterrete risultati precisi e ripetibili, in linea con le esigenze del lavoro da svolgere.